Cortile di Palazzo Bonafede
Clown&Clown Festival
Campagna di Monte San Giusto
Chiesa di Santa Maria e Pala di Lorenzo Lotto
clicca sul "+" per avere maggiori informazioni

Monte San Giusto

-Casina Bonafede
A circa due km dal centro abitato, in zona Campiglia, si trova la casina Bonafede, detta " coriolana " , fatta costruire dal Bonafede ed utilizzata come casa di campagna. La casina è stata di recente completamente restaurata
Data costruzione: XV Secolo
-Chiesa del Monastero
Costruita nel 1600, la chiesa del Monastero Benedettine Maria Santissima Assunta in cielo. Luogo di accoglienza per Esercizi Spirituali, ritiri, oasi di pace e di riflessione per chi ama Dio. Il monastero dispone anche di una grande sala idonea a conferenze e riunioni.
Indirizzo Via Recchi Cervinari
approfondimenti
Data costruzione: 1600
-Chiesa della Purità
Detta anche "chiesa dei Frati", contiene l'affresco raffigurante la Madonna con la scritta "Mater Purissima".
Indirizzo Viale Giustozzi
approfondimenti
Data costruzione: tra la fine del XVII e l`inizio del XVIII
-Chiesa delle Grazie
Chiesa delle Grazie.
Indirizzo Via Monti Sala
approfondimenti
Data costruzione: 947
-Chiesa di San Filippo Neri
Chiesa di San Filippo Neri (Vecchia)
Indirizzo Via Villa S. Filippo
approfondimenti
Data costruzione: 1374
-Chiesa di Santa Maria della Pietà in Telusiano
Costruita nel sec. XIV, fatta restaurare dal Vescovo Bonafede, si conseva la pala di Lorenzo Lotto "La Crocefissione".


Raramente, forse mai, la Crocifissione di Nostro Signore è stata raffigurata in uno spirito così vicino a quello di una tragedia greca. Il tragico episodio venne sceneggiato dal Lotto a Venezia su commissione di Nicola Bonafede, vescovo di Chiusi, e terminato nel 1531 a M.S. Giusto, costato 100 fiorini d'oro ed una certa quantità di olio di olive ascolane. Nato a Venezia nel 1480, il Lotto non ebbe maestri. Fu uomo leale, mite, di bontà vera, di fede certa, di grandissimo talento. Dalla fanciullezza fino alla morte, fece la spola fra due regioni: il Veneto e le Marche; e pellegrinando contemplò, ammirò, confrontò pitture di varia natura e statura: ne gioì e ne sofferse abbandonandosi ad ammirazioni spesso trasparenti nell'opera sua. Fu pittore solitario; senza famiglia, senza amici potenti, senza casa; sempre in viaggio tra clientele povere. Morì a Loreto nel 1556. Il tema della Crocifissione, obbligato dal committente, era quello di una Pietà, perché a Santa Maria della Pietà era intitolata la Chiesa parrocchiale. Ma il Lotto, invece di restringerlo al tradizionale gruppo della Vergine che sorregge il Cristo morto, preferì sviluppare il tema con molte figure in movimento, raccordando in un nesso logico il Figlio morto, appeso ancora sulla Croce, e la madre svenuta per l'angoscia, ai piedi di essa, e animando la composizione con una popolatissima e appassionata visione del Calvario. Sul piano arretrato si innalzano le tre croci e le piccole figure ai loro piedi si stagliano contro un cielo verde pallido. In alto, il cielo si vela di nubi, e su di esse spiccano i bianchi drappi fluttuanti dei crocefissi. Due robusti lancieri vegliano ai piedi della Croce mediana e di là da essi si intravedono uomini che si affrettano giù per la collina. Ai lati la scena è chiusa da soldati a cavallo: a destra, uno addita il cattivo ladrone, l'altro ne cinge coi braccio la croce, il terzo innalza uno stendardo giallo; a sinistra Nicodemo trasale, attorniato da figure gesticolanti, abbandonando l'asta sul collo del cavallo bianco. Nessun affollamento. Non si potrebbe pretendere maggiore semplicità e grandiosità di azione. La colorazione sembra un enorme smalto policromo. I rossi, i gialli, gli azzurri, i neri spiccano come zone diversamente luminose; e tuttavia si fondono. San Giovanni, la più grande figura nel mezzo del primo piano è fatta di oscurità: e lo lambe e vi si attorce un rosso vermiglio come una lingua di fuoco che si propaga, si sparpaglia in lingue rosate sulle figure in alto e in basso. Gesti di braccia e linee di lance avviano lo sguardo su per il cupo verdastro cielo, lungo la Croce velatad'ombra, fino a Cristo che segna con le braccia luminose una croce. Due bianchi, a destra in basso sulla Maddalena, a sinistra in alto sul cavallo, inquadrano e reggono tutta la scena. Solo nel 1831 vennero riscoperte firma e data: L. LOTTI 1531. Questa pala della Crocifissione è stata restaurata nel 1953 dal Prof. Pelliccioli e trasportata a Venezia dove fu esposta fra i 108 dipinti del Lotto nella mostra per lui allestita, e dove figurò come il capolavoro dell'irrequieto e solitario pittore lagunare. Ancora oggi, da questa pala, emana un fascino ermetico, un senso di inquietudine misteriosa, quasi suggestione, sul nostro popolo il quale l'ha sempre guardata con ammirato affetto.
Orari di apertura:
Mattino: dalle ore 09.15 alle ore 13.00
Pomeriggio: dalle ore 16.15 alle ore 20.00


approfondimenti
Data costruzione: XIV Secolo

-Chiesa di Santa Maria delle Panette
Costruita nel 1740.
Ha caratteristiche architettoniche di tradizione barocca, è stata costruita su pianta ottagonale.


approfondimenti
Data costruzione: 1740

-Chiesa di Santo Stefano
Costruita nel 1772, comunemente chiamata "La Collegiata" è stata riedificata sull'antica Pieve nel 1772 della quale oggi, purtroppo, non è a noi pervenuta alcuna traccia. Fu aperta al culto e consacrata da Mons. Andra Minnucci, vescovo di Fermo.

approfondimenti
Data costruzione: 1772
-Chiesa San Filippo Neri (Nuova)
Chiesa San Filippo Neri (Nuova)
approfondimenti
-Chiesetta di San Giuseppe
Chiesetta di San Giuseppe.
approfondimenti
-Palazzo Bonafede (sede del Municipio)
Il Municipio ha sede nel Palazzo Bonafede costruito tra 1513 ed il 1524, fu un palazzo fortezza, voluto da Niccolò Bonafede per il proprio riposo e per la comodità dei posteri", come è detto nella iscrizione latina della facciata.
Un cortile, ad archi di pieno centro su colonne in pietra viva, accentra i diversi corpi del Palazzo e svolge la funzione di disimpegnare gli ambienti ed assicurare la luce alle strutture interne. In una delle stanze, nel pavimento troviamo lo stemma del Palazzo.
approfondimenti